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原文:Blanc: «La mia Juve sarà sempre più forte»</STRONG>
 
Dal 27 ottobre sarà un presidente esecutivo, cioè un autentico plenipotenziario co­me non ce n’erano dai tempi di Giampiero Boniperti. A lui il compito di riportare i bianconeri alla vittoria</STRONG>
 
MONTECARLO, 13 ottobre - L’incorona­zione mediatica di Jean Clau­de Blanc a presidente avviene in una meravigliosa giornata di sole che rende estivo il cli­ma del Principato di Monaco. Tra due settimane, il francese diventerà il trentesimo presi­dente della storia juventina (anche se tecnicamente sarà la venticinquesima “presiden­za”): bisogna aspettare infatti la ratifica dell’assemblea dei soci del 27 ottobre per poterlo chiamare «presidente», ma la lista presentata ieri pomerig­gio dalla Exor ha reso ufficia­le la decisione che John Elkann aveva già confermato di persona: Cobolli lascerà il suo incarico dopo tre anni, Blanc gli succederà. Sarà un presidente esecutivo, cioè un autentico plenipotenziario co­me non ce n’erano dai tempi di Giampiero Boniperti. E avrà, come tutti i suoi prede­cessori dai fondatori Eugenio ed Enrico Canfari in poi, l’ob­bligo di vincere qualcosa. An­zi, forse lui più di altri. Blanc sembra esserne consapevole e la sua prima uscita è una di­mostrazione di sicurezza, tranquillità e malcelato desi­derio di onorare il pesante, ma dolcissimo obbligo.</STRONG>
 
Blanc possiamo chiamarla presidente?
«In verità no, dovete aspetta­re la decisione dei soci del 27 ottobre. Adesso è prematuro».</STRONG>
 
Però tutto è deciso, ormai: è emozionante pensarsi in un elenco in cui ci sono, fra gli altri, l’avvocato Agnelli, suo fratello Umberto e Giampie­ro Boniperti?
«Sì, è emozionante pensarlo. E’ una grande, grandissima responsabilità. La decisione di John Elkann è stata, per quanto mi riguarda, un im­portante atto di fiducia nei miei confronti, quindi dovrò aumentare il mio impegno per cercare di onorarla in pie­no ».</STRONG>
 
Che Juve dirigerà?
«Sarà una Juventus ancora più forte e più solida, sia in campo che fuori. E questo vuol dire che non ci saranno rivoluzioni, ma soltanto un proseguimento sulla strada che abbiamo già intrapreso, cercando di diventare sempre più competitivi».</STRONG>
 
Nei programmi c’è anche lo scudetto di quest’anno?
«Certo, ma non è il momento dei proclami, dob­biamo lavorare e ragionare una partita alla volta».</STRONG>
 
Certo, tutti questi infortuni non aiutano granché l’alle­natore.
«La situazione degli infortuni va gestita con serenità e pro­fessionalità. Abbiamo tutto sotto controllo e valutiamo ogni caso in piena sintonia con i giocatori interessati, pensando prima di tutto alla loro salute».</STRONG>
 
Qual è il vero Diego?
«Il vero Diego è quello che avete visto brillare a Roma contro la Roma. Quello è il fuoriclasse che sarà uno dei valori aggiunti della Juventus di quest’anno. Non vi preoccu­pate, non ha dimenticato co­me si gioca a pallone o per­so le sue qualità. Dobbia­mo avere un po’ di pa­zienza ».</STRONG>
 
Amauri andrà al Mondiale con la maglia azzurra?
«E’ una decisione che spetta a Lippi e Dunga. Quello che posso dire è che, secondo me, merita di andare al Mondiale. E in Sud Africa ci saranno moltissimi juventini, in azzur­ro e non».</STRONG><  阅读全文>>